Viaggiare vuol dire essere sempre in posti nuovi. Ogni volta da conoscere e riconoscere. Un malato di retinite deve imparare dove sono gli ostacoli, i gradini, gli interruttori della luce dell’albergo.
Viaggiare vuol dire conoscere persone nuove, che, ogni volta, si mostrano perplesse nel notare qualche difficoltà che non si spiega, visto che sei un viaggiatore e quindi non si pongono nemmeno il problema che tu non ci veda. Allora, ogni volta, devi spiegare che non ci vedi con il buio, che ti ci vuole un po’ di tempo per adattarti alle diverse condizioni di illuminazione. Ogni volta devi spiegare che non sei ubriaco e che piuttosto hai bisogno di aiuto per ritrovare la strada.
Viaggiare è scoprire, curiosare, sapere. Non si può smettere. Le limitazioni sensoriali non impediscono, comunque, di sentire il mondo, le atmosfere, le culture, le diversità. Sentire (il feel in ‘inglese) non avviene solo attraverso i sensi.
Quanto più si fatica a ricevere stimoli dall’esterno, suoni e immagini nel caso della Sindrome di Usher, tanto più si cercano coscientemente e consapevolmente e quindi comunque si riesce a vivere esperienze forti, veicolate dall’’intensità degli elementi che filtrano l’handicap.
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