USCIRE

I locali notturni, ma anche i ristoranti, le pizzerie, sono sempre un po’ bui. La luce soffusa crea atmosfera, ma un malato di retinite  non riesce ad andare al bagno da solo, non riesce nemmeno a trovare il suo posto. Non riesce a leggere il menù. A volte non vede nemmeno cosa c’è nel piatto. non vede il bicchiere di vino che immancabilmente rovescia sulle ginocchia della ragazza di fronte. Persa ogni speranza di un appuntamento successivo. In ogni caso non sarebbe potuto andarla a prendere a casa.

Molti problemi e le difficoltà legate a qualsiasi attività di svago sono risolvibili, altri potrebbero non sembrare nemmeno degni di essere elencati. E’ la sommatoria che diventa difficile. E’ l’insieme di tutte le piccole difficoltà. Tuttavia in una maniera o nell’altra ognuno di noi ha dei limiti da superare, ma la consapevolezza che alcuni sono legati ad un handicap li rende insormontabili e insolvibili. Al limite sostituibili.

Un esempio. Un malato di retinite non può guidare l’automobile. Tuttavia in alcuni casi può prendere i mezzi di trasporto pubblico. Ci sono persone che non guidano per scelta, per timore, altri che non guidano perché non si possono permettere di acquistare l’automobile o la patente. Di fatto il disabile, il timoroso e il povero non guidano, ma l’unico che non potrà mai è il disabile. Questa consapevolezza forse rende i limiti più difficili da accettare.

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